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L'ARCHEOLOGIA DEL MARE
L'Antiquarium di Palinuro.
Palinuro - Insediamento Arcaico VI sec. a. C.
San Severino di Centola
Palinuro. Valorizzazione culturale, Archeologica ed ambientale |
L'ARCHEOLOGIA DEL MARE
Data: 30/06/2008 17.41.32L'Archeologia sottomarina, Costa del Cilento, Capo Palinuro.
L'Antiquarium di Palinuro.
Data: 18/05/2008 10.33.22In costruzione Palinuro - Insediamento Arcaico VI sec. a. C.
Data: 12/05/2008 19.23.27
da : Palinuro Ergebnisse der Ausgrabungen (Istituto Archeologico Germanico) - Foto : H. Wagner et al.
Resti di muro di fortificazioni dell'insediamento enotrio, Tempa della Guardia
Statere d'argento, con la scritta " PAL - MOL " . Moneta nota in soli tre esemplari, che troviamo conservati: uno al British Museum di Londra, uno a Berlino ed uno al Cabinet des Médailles di Parigi.
San Severino di Centola
Data: 09/05/2008 18.30.08Borgo Medievale di San Severino di Centola.
Resti.
Palinuro. Valorizzazione culturale, Archeologica ed ambientale
Data: 14/12/2007 16.37.30P A L I N U R O
VALORIZZAZIONE CULTURALE ED AMBIENTALE
La consapevolezza di una gestione intelligente del patrimonio culturale ed ambientale e sua valorizzazione, non può che tradursi in un modello di sviluppo sostenibile per l’ambiente ed una considerevole promozione turistica, per l’economia locale. L’incremento di una riformulazione di iniziative ed idee, rappresenta una nuova concezione progettuale della gestione programmatica.
La peculiarità e la potenzialità del territorio costiero, attraverso le sue grotte marine di Capo Palinuro ed il ricco patrimonio storico-archeologico, conferisce il giusto riconoscimento culturale, testimoniato da progetti finanziabili, dal restauro conservativo e funzionale delle antiche opere di fortificazioni esistenti, alla suggestiva creazione del parco archeologico. Sulla rotta dei monaci benedettini, dalla costiera Amalfitana a quella del Cilento e della Calabria, fino a Vibo Valentia, storie di tempeste e di naufragi, ritroviamo uno dei più grandi cimiteri di navi. La ragione storica risale al potente e ricchissimo feudo della Badia benedettina di Cava de’ Tirreni, fondata intorno agli anni Mille, dall’abate Alferio, tanto da contare centinaia di abbazie e chiese, dal Salernitano alla Calabria, collegate dalle loro navi, che trasportavano tesori d’arte da una abbazia all’altra, per circa tre secoli. Molte di quelle navi affondarono in questo tratto di mare, uno dei più tempestosi del Mediterraneo. Per ripararsi dai venti meridionali, si rifugiavano nell’insenatura del promontorio di Capo Palinuro, oppure, nella splendida baia degli Infreschi, a poche miglia da Capo Palinuro, per fronteggiare i venti settentrionali. Il mare in tempesta, il cosiddetto mare incrociato, rendeva le navi ingovernabili e la salvezza insperata, quindi il naufragio! P. Ebner, storico cilentano, racconta di questi naufragi, indicando luoghi e carichi inghiottiti dal mare, dopo aver consultato la straordinaria opera sulla Badia di Cava de’ Tirreni. La campagna di scavi condotta ad intermittenza, in questi anni, a Palinuro, in località S. Paolo, area suggestiva e decisamente privilegiata, ha rinvenuto, resti di un abitato arcaico, una necropoli palinurese, di tipo enotrio, fortificato, organizzato secondo una precisa tipologia per nuclei sparsi ed il suo sepolcreto, con ricchi corredi tombali . Vasi decorati e di diversa forma, sigilli d’oro e monete, come la dracma incusa, del 530 a.C., e del 510 a. C., con le scritte PAL e MOL, che, sono la testimonianza dei due centri magnogreci del promontorio. La salvaguardia e la valorizzazione di un patrimonio archeologico e culturale, così significativo, testimoniato da un parco archeologico di Palinuro, con i suoi siti più rappresentativi come : “ Tempa della Guardia e la Molpa “, ed una adeguata sede per la raccolta di migliaia di reperti archeologici palinuresi, conferisce l’illustre merito alle antiche tradizioni culturali ad una località, che, come racconta Virgilio, in un episodio dell’Eneide, fu scenario di morte di Palinuro, timoniere di Enea.
” … Palinuro. Or ne l’arena
dal mar gittato in qualche strano lito
ignudo e sconosciuto giacerai,
né chi t’onori avrai,
né chi ti copre “. ( Eneide, libro V )
M. T. |