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Ambiente

Speleologia Subacquea
Data: 28/06/2008 16.48.01
Speleologia Subacquea a Capo Palinuro.

Le Grotte Marine di Capo Palinuro
Data: 18/05/2008 18.36.49
Grotta Azzurra, Grotta Sulfurea, Grotta Viola, Grotta dei Monaci, Grotta del Sangue, Grotta d'Argento, Grotta del Presepe.

BOTANICA - Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
Data: 11/05/2008 18.43.41
" In Fase di aggiornamento "

AMBIENTE : Capo Palinuro
Data: 22/04/2008 19.26.02
Panoramica, Promontorio di Capo Palinuro.

Biologia - Capo Palinuro, Sorgenti Sulfuree.
Data: 18/04/2008 18.34.08
Punti di emanazioni solfuree, lungo il perimetro del promontorio di Capo Palinuro.

AMBIENTE: Palinuro, Arco Naturale - SALVAGUARDIA E TUTELA AMBIENTALE
Data: 15/04/2008 20.36.17
Interventi Strutturali per L'Arco Naturale di Palinuro, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Biologia Marina di Capo Palinuro
Data: 08/04/2008 0.23.19
Oorganismi dei fondali del Promontorio di Capo Palinuro, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

PALINURO:
Data: 22/01/2008 20.36.51
Caratteristiche di circolazione delle acque dell'area Cilentana e relazioni con le acque sulfuree emergenti nelle grotte marine di Capo Palinuro,Salerno, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Laboratorio di Monitoraggio - Grotte Marine Capo Palinuro
Data: 26/09/2007 12.04.22
Monitoraggio

Biologia : Le grotte marine di Capo Palinuro
Data: 18/09/2007 18.32.36
Il promontorio di Capo Palinuro, rappresenta per le sue peculiarità ecologiche e biologiche, un “Laboratorio Naturale per Studi Ambientali”.

Biologia : - Palinuro subacquea - Organismi.
Data: 11/09/2007 17.06.55
L'ambiente sottomarino di Capo Palinuro è un gioiello da preservare.

Speleologia Subacquea
Data: 28/06/2008 16.48.01
Speleologia Subacquea a Capo Palinuro.

Per il Centro Studi e Ricerche P. Virgilio Marone, le riprese video sono state realizzate da NR videosub, operatore F. Ramondo, le foto sono di F. Di Siervi e Mauro Sub Diving Center Capopalinuro. Le riprese sono state realizzate all'interno della Grotta del Presepe e lungo il tratto del promontorio di Capo Palinuro, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.La grotta del Presepe rappresenta un forte e significativo richiamo di studio per geologi e speleologi, è una delle grotte sottomarine ricca di fascino e curiosità geologica. Povera di vegetazione, ricca di straordinari concrezioni, le sfumature fotocromatiche che la grotta esprime, nelle parti più scure sono dovute alla presenza di manganese. Sono presenti straordinarie formazioni di colonne stalattitiche e stalagmitiche. 

Promontorio di Capo Palinuro, visto da mare.

Ingresso grotta.

Operatore di ripresa durante una fase di rilevamento.

Interno grotta del Presepe, Capo Palinuro, importanti concrezioni presenti.

Interno grotta del Presepe, formazioni stallattitiche e stalagmitiche, Capo Palinuro.

Rilevamento in grotta, significativa formazione stalatto-stalagmitica.

Riprese video in grotta del Presepe, Capo Palinuro.

Pareti e volta della grotta, in evidenza la importante concentrazione di manganese, parte scura, e numerose concrezioni presenti.

Importante formazione stalatto-stalagmitiche ed altri speleotemi.

Gruppo di subacquei in grotta del Presepe, durante una fase di rilevamento e campionamento biologico, con il supporto logistico " Mauro Sub Diving Center Capo Palinuro ".


Le Grotte Marine di Capo Palinuro
Data: 18/05/2008 18.36.49
Grotta Azzurra, Grotta Sulfurea, Grotta Viola, Grotta dei Monaci, Grotta del Sangue, Grotta d'Argento, Grotta del Presepe.

LE GROTTE DEL CILENTO

 

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è un esempio unico di integrazione, fra, emergenze naturalistiche, archeologiche, sociali e culturali.

La fascia costiera del Cilento, costituisce un’area di particolare valore ecologico ed ambientale, rappresenta una complessa combinazione di habitat terrestri, costieri e marini, uno dei tratti più interessanti dal punto di vista speleomarino in Italia. In particolare, Capo Palinuro è da considerarsi uno dei tratti maggiormente visitati e studiati. Capo Palinuro, è uno sperone calcareo che si protende nel Mar Tirreno meridionale, per circa due chilometri e culmina a 203 m. slm. alla Punta del Telegrafo. Il Capo, che inizia in corrispondenza dell’abitato di Palinuro e termina alla foce del fiume Lambro, ha uno sviluppo costiero di circa 6,5 km. ed è compreso nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, comune di Centola, in provincia di Salerno.

Il promontorio di C. Palinuro, ospita molte cavità costiere, d’interesse turistico di superficie e  molte altre completamente sommerse ed agili solo a subacquei e speleologi.

Le grotte censite sono circa 32, delle quali, alcune si aprono a livello del mare, da lungo tempo conosciute e sfruttate a livello turistico. La più ammirata rimane la Grotta Azzurra, per le sue, note, caratteristiche fotocromatiche, la Grotta dei Monaci, la Grotta dell’Argento, la Grotta del Sangue.  I primi risultati di esplorazioni delle grotte marine  di Capo Palinuro, grazie allo sviluppo delle attività subacquee, risalgono alla seconda metà degli anni ’80 (Muscio, 1985-1989).

Capo Palinuro :

· Latitudine Nord 40°01’81’’

· Longitudine Est Greenwich 15°16’74’’

 

 

 

   

GROTTA AZZURRA

 

La grotta Azzurra è la cavità più nota del massiccio calcareo che costituisce Capo Palinuro, ampia e complessa. Si apre all’estremo nord-occidentale del promontorio, in prossimità di “ Punta della Quaglia “, si sviluppa prevalentemente sull’asse NNW-SSE. Ha una ampiezza di circa 120.000 m3  ed una profondità  massima di circa  -32,7 m. Tale cavità, presenta due ingressi, uno parzialmente aereo e uno completamente sommerso e si sviluppa su diversi livelli (Alvisi et. al., 1994). L’ingresso principale presenta una curiosa morfologia, essendo costituito da due gallerie poste una sopra l’altra.

La volta si trova a  7 m. sul livello del mare, infatti l’entrata è percorribile per circa 56 m. , per, poi, finire a fondo cieco. A -2 m. di profondità troviamo una sorta di terrazzo roccioso, che separa la galleria, la parte aerea dal tunnel sottomarino, il quale corre parallelamente al primo e sotto di esso, ed è l’autentica via d’accesso alla grotta. Questo terrazzo roccioso, presenta uno spessore di circa 4 m. e termina a quota -6 m.  Il fondo della galleria d’ingresso, si trova a -19,5 m. di profondità e contiene una piccola sorgente di acqua sulfurea. La galleria è ampia alcuni metri e lunga circa 20 m. La sua peculiarità è la presenza di sorgenti  di acqua sulfurea, localizzate nella cosiddetta    Sala della Neve “.

In questa zona, la presenza di sorgenze di acque termali sulfuree, sostengono un’importante flora batterica chemiosintetica. (Mettison et. al. 1998).

È nella sala della neve che l’attività dei solfobatteri, dà luogo ad un fenomeno di caduta di fiocchi di materia organica da cui trae origine il toponimo (Airoldi et. al., 1997).

Sono numerosi i turisti, che ogni anno, fanno visita alla grotta Azzurra per ammirare la tricromia dei colori delle pareti, ma, soprattutto l’azzurro, del grande lago interno, dovuto al significativo e  luminoso tunnel, veicolo di luce, che attraversa la “ Punta della Quaglia ”.

(Mem. Ist. Ital. Speleol., s. II,6 - p. 51/56/146),  (Caratt.  Morf.  Biol. Gr. Marine   C.P., 2002).

 

      Foto: F. Di Siervi (Ingresso Grotta Azzurra)

        Foto: Gizio (Grotta Azzurra, parte emersa)

       Foto: F. Di Siervi (Petrosia ficiformis)

      Foto : A. P. Zolla

    [Zona di confine, tra acque sulfuree, colonizzate da solfobatteri (in bianco), e acque marine colonizzate da organismi sessili (in bruno)].

 

 

GROTTA SULFUREA DI CALA FETENTE

 

 

La  grotta  Sulfurea,  per   le   sue  caratteristiche  geologiche,  rappresenta, assieme alla grotta Azzurra di Capo Palinuro,  una delle cavità più interessanti, ma anche la più impegnativa e pericolosa.  La sua pericolosità è dovuta all’accumulo di Idrogeno Solforato (H2O), fortemente tossico, nelle cupole aere che si sono formate in alcune zone della grotta e alla scarsa visibilità che vi si può generare. Sotto l’ingresso aereo si apre una galleria dalla quale fuoriesce un  vero e proprio fiume di acqua sulfurea ( Alvisi et. al. 1994).

Le pareti immerse della grotta, fino a -9 m. di profondità, sono interamente  ricoperte da  un vellutato manto di solfobatteri, da rendere il percorso subacqueo quasi surreale, tra blocchi, lame e ponti sospesi, fortemente corrosi e rigorosamente bianchi (Alvisi et. al. 1994).

La presenza di solfobatteri autotrofi, in cavità come la grotta Azzurra e la grotta Sulfurea di Cala Fetente di C. Palinuro, in grado di sintetizzare materia organica, permette lo sviluppo di ecosistemi indipendenti dalle radiazioni solari. 

(Mem.Ist.Ital.Speleol.,s. II,6 - p. 162) (Caratt.  Morf.  Biol. Gr. Marine   C.P., ‘07)                                                                          

  

 

 

            Foto: Gizio (Ingresso Grotta Sulfurea)

         Foto: A. Polito (Interno Grotta Sulfurea)

      Foto: A. Polito (Interno Grotta Sulfurea)

 

GROTTA VIOLA

 

 

La grotta Viola, scoperta  1991, deve il suo nome ai riflessi provocati da patine di manganese presenti subito sopra il pelo dell’acqua dei laghi interni. Il primo tratto della grotta è costituito, da una prima sala sommersa con fondo a -14 m. di profondità. Dalla prima sala  si accede alla seconda, che presenta un fondo limoso da rendere l’acqua facilmente torbida. Risalendo a  7 m. di profondità, ritroviamo l’acqua sulfurea che si estende fino alla superficie. Si riemerge in un ampio lago tappezzato da particolari e peculiari concrezioni. In questo tratto emerso della grotta, l’aria è respirabile, ma è sempre consigliabile prestare molta attenzione, in questi ambienti chiusi. Risalendo lungo il Ramo aereo del Pomeriggio, si incontra un altro lago di acque sulfuree che inizia con il sottostante Ramo Subacqueo Infangato.

Tutta la parte aerea del Ramo del Pomeriggio è riccamente concrezionata e presenta numerose cristallizzazioni di gesso interessanti e belli da guardare. Il Ramo Subacqueo Infangato è assai basso e ricco di sedimento fine, da rendere pericoloso l’intero percorso e termina in una fessura da cui sembrerebbe venir fuori la sorgente sulfurea (Alvisi et. al. 1994).

(Mem. Ist. Ital. Speleol., s. II,6 - p.160/162), (Caratt.  Morf.  Biol. Gr. Marine   C.P., ‘07).

 

  

GROTTA DEI MONACI

 

All’interno dell’ insenatura di Cala Fetente, si apre la grotta dei Monaci. La cavità presenta una profondità media di circa 3 m.  e lunga circa 40 m., una larghezza di circa 4 m. Il nome è legato ad una serie di consistenti stalagmiti di colore marrone, che dal loro aspetto, ricordano molto un gruppetto di monaci. È possibile visitare questa cavità anche in barca. La parte subacquea segue l’andamento di quella aerea ad eccezione di un ramo laterale che prosegue a circa 2 m. di profondità e per circa 15 m. dove, in fondo a questo ramo è presente una piccola sorgente di acqua dolce.

Nelle nicchie delle pareti emerse sono presenti diverse forme di concrezioni e segni evidenti di erosioni.

Lo sviluppo della maggior parte della cavità e la morfologia del fondo, la fanno interpretare come una tipica grotta , prodotta dall’erosione marina, mentre, il ramo laterale viene interpretato come un condotto carsico (Alvisi et. al. 1994).

(Mem. Ist. Ital. Speleol., s. II,6 - p.165), (Caratt.  Morf.  Biol. Gr. Marine   C.P., ‘07).

                  

 

 Foto: F. Di Siervi  (Interno Grotta dei Monaci)

 

    

 

GROTTA DEL SANGUE

 

Lungo il perimetro dello sperone calcareo di Capo Palinuro, all’interno della Cala della Lanterna, ritroviamo un’altra grotta semisommersa, meta di numerose visite turistiche. Si accede in barca, per ammirare la curiosa colorazione rossastra, che dà il nome alla grotta, prodotta da concrezioni che ritroviamo nella parete destra interna, che risaltano sul bianco della calcite.  Ha uno sviluppo di circa 80 m. , la galleria ha una lunghezza di circa 40 m.  ed una profondità di circa 3 m.  Segue un tratto aereo che porta ad un lago interno invaso da acqua salata.  Sono presenti,  modeste sorgenti sulfuree tra i massi dell’ingresso, mentre una piccola sorgente sulfurea la troviamo nella parte sommersa del lago principale. Sono presenti resti di un antico deposito di ciottoli arrotondati e sabbia, da ipotizzare il riempimento di una primordiale cavità. Sono presenti  alcuni, rari, speleotemi  sommersi, presenti anche in alcune zone della parte emersa, pendendo dalla volta. Alcune zone della grotta percorribili, sono la testimonianza della forte azione esercitata dal mare. (Alvisi et. al.1994)

(Mem. Ist. Ital. Speleol., s. II,6 - p. 157)

 

GROTTA DEL PRESEPE

             (Grotta di Punta Galera)

 

La grotta del Presepe, di dimensioni assai ridotte,  è una delle più belle da vedere, per le sue peculiari caratteristiche morfologiche  e le numerose formazioni stalattitiche, stalagmitiche, colonne e  concrezioni.

È una grotta semisommersa, l’ingresso principale subacqueo si apre a circa -3 m. di profondità, collegato lateralmente con un evidente solco di corrosione. Un breve cunicolo dal fondo liscio ed eroso ci porta ad una prima saletta, in cui si  può emergere. La presenza di significativi stalagmiti, testimoniano un antico sospetto di assestamento o (sisma).  Alla destra della piccola sala , un angusto cunicolo porta ad una sala più ampia e ricca di concrezioni, “ Sala del Presepe “, con evidenti fori di litodomi e a +2 m. si vede anche un solco di corrosione, e  attraverso una piccola finestra, comunica con una  grotta emersa  di Punta Galera.

(Alvisi et. al.1994)

(Mem. Ist. Ital. Speleol., s. II,6 - p. 165/170)

         Interno Grotta del Presepe

 

 

  GROTTA DELL’ARGENTO

 

Anche la grotta dell’Argento è situata all’interno della Cala della Lanterna. Nel primo tratto, presenta una galleria invasa dal mare, lunga circa 25 m. per una larghezza media di 3 m. Lungo il lato destro, dopo circa 8 m. , si diparte un cunicolo leggermente ascendente lungo circa 15 m. e parzialmente occupato dall’acqua.  Particolarmente visitata dai turisti,  durante il periodo estivo, alla parte emersa si accede con imbarcazioni sicure e accompagnati da valide guide. Deve il suo nome ai particolari riflessi argentei, che sono presenti nella parte più interna della cavità. Questi riflessi sono provocati dalla luce che si riflette  su un sottile velo di superficie di acque sulfuree. Nella parte emersa della grotta, sono presente  vaste concrezioni, stalattiti, stalagmiti, drappeggi ecc. (Alvisi et. al. 1994). Come in altre grotte, ritroviamo la presenza da sorgenti di acque sulfuree, che fuoriesce, da almeno due sorgenti connesse, a profonde spaccature.

Deve la sua origine, a importanti fenomeni di carsismo, la grotta si  sviluppa su due livelli sovrapposti,  evidenti attività  erosive esercitate  dalle acque marine,  sono presenti nella parte superiore, della grotta.

Ritroviamo lungo l’asse principale della cavità, numerose  fratture, che hanno dato origine ad angusti rami laterali. La limpidezza  dell’acqua e i colori sprigionati dalla luce riflessa, offre al visitatore uno scenario così suggestivo e coinvolgente, da pensare ad una  magica regia naturale. 

(Mem. Ist. Ital. Speleol., s. II,6 - p. 157) - (Caratt.  Morf.  Biol. Gr. Marine   C.P., 2002).

      

 

 

 


BOTANICA - Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
Data: 11/05/2008 18.43.41
" In Fase di aggiornamento "

 Foto: F. Russo (Fiore di agave, costa delle saline, Palinuro)

 Foto F. Russo (Agave, costa delle saline, Palinuro)

 

 

 

 

 


AMBIENTE : Capo Palinuro
Data: 22/04/2008 19.26.02
Panoramica, Promontorio di Capo Palinuro.

  Foto: Gizio (Capo Palinuro,  loc. Mingardo)

 Foto : G.M. Cavaliere (Capo Palinuro, Golfo)

 Foto: loc. Mingardo


Biologia - Capo Palinuro, Sorgenti Sulfuree.
Data: 18/04/2008 18.34.08
Punti di emanazioni solfuree, lungo il perimetro del promontorio di Capo Palinuro.
      
   
                                     

 

SORGENTI SULFUREE MARINE

Capo Palinuro 

Un interesse particolare è rivolto alle sorgenti sulfuree di Capo Palinuro, tra il porticciolo di Palinuro e Cala Fetente, dove sono state individuate 13 zone di emissione o di accumulo, a profondità variabile, tra 0 e 33m. circa. Il flusso di emissione delle sorgenti , non si presenta costante. Con la bassa marea si osserva il massimo di emissione, mentre con l’alta marea, l’acqua tende a ristagnare.

L’acqua che fuoriesce dai punti di emissione è limpida, mentre nelle zone di accumulo è alternativamente limpida, o, fortemente lattiginosa, in funzione all’attività delle sorgenti.  L’aspetto lattiginoso è dovuto all’attività batterica che si esplica dopo la fuoriuscita con formazione di flocculi. La densità delle acque sulfuree, è sempre inferiore a quella del mare, che è anche più fredda.

Alcune di queste sorgenti sono localizzate all’interno di grotte, assumendo una particolare rilevanza, in quanto sedi di un peculiare ecosistema basato sulla produzione di materia organica da parte di solfobatteri (Beggiatoa spp.). Questi rappresentano il nutrimento per gli organismi eterotrofi, permettendo così lo sviluppo di una insospettabile ricchezza di specie detrivore e filtratici che costituiscono una rete alimentare indipendente dalla luce, unica nell’ambiente costiero. Sorgenti di emanazioni sulfuree:

Banchina del Porto, Grotta dell’Omo Morto, Grotta Azzurra, Tunnel del Camino, Grotta delle Pinne, Grotta della Cernia, Grotta delle Colonnine, Grotta dell’Argento, Grotta del Sangue, Grotta Viola, Grotta del Lago, Grotta Sulfurea di Cala Fetente.

da: (Grotte marine di Capo Palinuro, Laboratorio Naturale per Studi Ambientali, 2007).

 

 

 

 Punti di emanazioni, sorgeti sulfuree, che ritroviamo sia all'inerno di alcune grotte che lungo il tratto costiero del promontorio di Capo Palinuro.

 

 Alvisi et. al. 8/93.

 da: Grotte Marine d'Italia,1994. Memorie Ist. It. Speleologia - 6 - Serie II.

 

 

  Foto: F. Di Siervi

 (Tratto costiero di C. palinuro)

 

                 

  Foto: A.P. Zolla   

 (Sala della Neve, Grotta Azzura, C. Palinuro)

 

 

 Foto: F.Cinelli

 (Interno Grotta Azzura, C. Palinuro)

 

 

 Foto: A.P. Zolla   

 (Interno della Grotta Azzurra, C. Palinuro)

 

  

 Foto: F. Di Siervi

 (Grotta Sulfurea, Cala fetente, C. Palinuro)

 

 

 

 

 

                          


AMBIENTE: Palinuro, Arco Naturale - SALVAGUARDIA E TUTELA AMBIENTALE
Data: 15/04/2008 20.36.17
Interventi Strutturali per L'Arco Naturale di Palinuro, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

   

   

    

Foto : Gizio ( Arco Naturale, loc. Mingardo, Palinuro )

      

L’11 Aprile 2008, la Giunta Regionale della Campania, ha stanziato duemilioni e mezzo di euro per la salvaguardia dell’Arco Naturale di Palinuro, una morfostruttura molto singolare, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il quale nel 1999, è stato inserito nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera dell'UNESCO e dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità.

 

 

  

 


Biologia Marina di Capo Palinuro
Data: 08/04/2008 0.23.19
Oorganismi dei fondali del Promontorio di Capo Palinuro, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Foto: F. Di Siervi (Uova di Calamaro)

Foto : Mauro Sub (Umbraculum mediterraneum , Capo Palinuro)

Foto : F. Di Siervi (Uova di Gattuccio, Capo Palinuro)

Foto : Mauro Sub (Spirografo, Capo Palinuro)

Foto : F. Di Siervi (Alicia mirabilis su Posidonia oceanica. Capo Palinuro)

Foto : Mauro Sub (Capo Palinuro)

Foto : Mauro Sub ( Capo Palinuro )

Foto : F. Di Siervi (Alicia mirabilis, Capo Palinuro )

Foto : Mauro Sub ( Capo Palinuro )

Foto : Mauro Sub ( Capo Palninuro )

Foto : F. Di Siervi

Foto : Mauro Sub ( Corallo rosso - Capo Palinuro )

Foto : F. Di Siervi ( Anemone)

Foto : N. Ramondo


PALINURO:
Data: 22/01/2008 20.36.51
Caratteristiche di circolazione delle acque dell'area Cilentana e relazioni con le acque sulfuree emergenti nelle grotte marine di Capo Palinuro,Salerno, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Laboratorio di Monitoraggio - Grotte Marine Capo Palinuro
Data: 26/09/2007 12.04.22
Monitoraggio

Capo Palinuro Grotte Marine

La costa del Cilento, in particolare il promontorio di Capo Palinuro, rappresenta grazie alle numerose grotte emerse e sommerse, una eredità ambientale di grande valore, dettato dalla forte complessità sia ecologica che ambientale.
Gli studi condotti in questi anni hanno dimostrato che le grotte marine di Capo Palinuro, per le sue complesse peculiarità biologiche, essere una significativa risorsa per la ricerca scientifica  e una forte valenza  socio economica, rendendo sinergico il mondo della ricerca e quello produttivo.
Un programma  di salvaguardia e tutela ambientale, rimane fondamentale  per la valorizzazione e la conoscenza del nostro ecositema, conservi, attraverso una  gestione sostenibile, l’integrità delle risorse naturali.
La creazione di un centro di ricerca e monitoraggio delle grotte marine di Capo Palinuro, collocherebbe, per le sue caratteristiche,  il promontorio di Capo Palinuro tra i siti più importanti e studiati al mondo, sede ideale per ricercatori scientifici e non.
Il centro studi e ricerche Publio Virgilio Marone di Palinuro, in collaborazione con il  prof. Francesco Cinelli, ( Universitá di Pisa ), ha sviluppato e proposto agli Enti Locali ( Comune di Centola, al Parco Naz. del Cilento e Vallo di Diano, ecc. ), un progetto di ricerca e  monitoraggio permanente, sulle grotte marine di Capo Palinuro.
Sorgerà a Palinuro, a pochi metri dal mare, in località porto,  nei locali concessi, a titolo gratuito e perpetuo, dal com.te Leonardo Fusco, per la realizzazione di un laboratorio di Ecologia Marina. La vicinanza al mare renderà il posto privilegiato, sede ideale per l’approfondimento di alcune discipline nell’ambito marino, come le scienze subacquee. Il Centro, garantirà, non solo lo svolgimento di normale attività didattiche dei laboratori,  anche, incontri, seminari, convegni  a carattere internazionale,  meeting e formazione professionale avanzata.
Il progetto si propone di migliorare ed allargare le conoscenze su alcuni argomenti fondamentali delle grotte marine di Capo Palinuro, identificare  competenze , potenzialità e metodologie di gestione ambientale, attraverso un processo multidisciplinare del centro ricerca, creare i presupposti di un punto di riferimento operativo specialistico nell’ambito di un programma  mab dell’Unesco .
Oltre all’attività scientifica, attraverso una accurata analisi  elaborare  interventi e programmi gestionali in grado di coniugare sia la risorsa turistica  che  quella scientifica.
Le politiche di tutela e la valorizzazione delle risorse culturali in sinergia tra loro, possono tradursi in  opportunità di sviluppo di attività produttive, riqualificazione del territorio e la creazione di nuove competenze specialistiche ed occupazionali.
Attraverso il consenso di Enti, Istituzioni, si propone la costituzione di un contenitore  con strategie significative e specifiche che consentano  di monitorare, salvaguardare e tutelare  la peculiarità di questo territorio e farne occasione  di sviluppo socioeconomico.

M. T.


Biologia : Le grotte marine di Capo Palinuro
Data: 18/09/2007 18.32.36
Il promontorio di Capo Palinuro, rappresenta per le sue peculiarità ecologiche e biologiche, un “Laboratorio Naturale per Studi Ambientali”.

Il promontorio di Capo Palinuro, rappresenta per  le sue peculiarità ecologiche e biologiche, un “Laboratorio Naturale per Studi Ambientali”. Gli studi  condotti in questi anni, da parte di numerosi ricercatori, lungo tutta la fascia costiera del Cilento, ha confermato la straordinaria complessità ecologica e biologica, attraverso la presenza di  particolari e rari organismi, tipici di questi ambienti marini. Il  patrimonio costiero coniuga e garantisce, nei suoi aspetti naturalistici, un’area di particolare valore ecologico. Le grotte e i fondali di Capo Palinuro costituiscono una sede naturale, di studio, ideale,  per ricercatori e biologi marini, subacquei. Rappresenta, per il Cilento una rilevante risorsa socio-economica, dettata dal forte richiamo, che la costa ed i fondali esercitano su un turismo subacqueo specializzato e non. Capo Palinuro, attraverso le  grotte e suoi fondali,  rappresenta una delle aree di maggiore interesse  speleomarino. La conoscenza e la valorizzazione della risorsa costiera  è legata  ad una sensibile e scrupolosa gestione ed alla sua conservazione.

Mauro Tancredi

 

Opuscolo completo in formato PDF

 

   Foto: S. Cipriani ( Stylocidaris affinis)


Biologia : - Palinuro subacquea - Organismi.
Data: 11/09/2007 17.06.55
L'ambiente sottomarino di Capo Palinuro è un gioiello da preservare.

L'ambiente marino di capo Palinuro è un gioiello da preservare. Se Palinuro è considerata la perla del Cilento, ciò è dovuto soprattutto alla bellezza del suo mare, delle sue grotte e alla ricchezza della flora e della fauna sottomarine, che ne fanno un ecosistema unico e prezioso.

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